Claranus, Héraclès, Mucius Scaevola. Paradigmes de persuasion dans la littre 66 de Sénèque

02 Pubblicazione su volume
Berno FRANCESCA ROMANA

Il lavoro presenta un'analisi della lettera 66 di Seneca, una lunga disquisizione sulla tassonomia dei beni nello Stoicismo. L'argomentazione senecana riduce tutti i beni alla virtù, e finisce con il dimostrare che le condizioni apparentemente spiacevoli, come la sofferenza fisica, sono preferibili a quelle piacevoli, perché consentono la manifestazione compiuta della virtù stessa. Questa tesi paradossale viene dimostrata non grazie ad argomentazioni astratte, ma attraverso il ricorso a due esempi storici e romani, uno vicino all'autore (Clarano), che fornisce la cornice della lettera, e uno remoto e celeberrimo (Muzio Scevola), che occupa la conclusione. Nel mezzo dell'argomentazione, invece, è il paradigma mitologico e greco di Eracle al bivio a supportare lo snodo cruciale del discorso.

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