Valutazione degli effetti epatoprotettivi del consumo degli esteri dei chetoni in modelli murini sottoposti a dieta epatotossica ad alto contenuto di grassi
| Componente | Categoria |
|---|---|
| Lucio Gnessi | Tutor di riferimento |
La non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD), frequentemente associata alla sindrome metabolica, comprende uno spettro di disordini che vanno dalla semplice steatosi alla non-alcoholic steatohepatitis (NASH), caratterizzata da infiammazione e talvolta fibrosi. Ad oggi non esiste un metodo diagnostico non invasivo abbastanza specifico e sensibile applicabile alla popolazione obesa, che è altamente a rischio, nè un trattamento farmacologico definitivo per la NASH. La terapia nutrizionale, ed in particolare le diete chetogeniche, giocano un ruolo cardine nel trattamento della NAFLD, sia indirettamente tramite il profondo calo ponderale che inducono, sia tramite un ruolo protettivo diretto, al momento solo ipotizzato, dei corpi chetonici. In questo panorama negli ultimi anni hanno assunto popolarità le VLCKDs, diete chetogeniche a bassissimo contenuto calorico, tuttavia spesso caratterizzate da una scarsa compliance per l¿estrema restrizione calorica che le caratterizza.
Il consumo orale degli esteri dei chetoni, forme esterificate dei corpi chetonici assorbibili per via gastrointestinale, è recentemente emerso come strategia efficace e sicura per ottenere una chetonemia significativa paragonabile a quella indotta dalle diete chetogeniche sia nel topo che nell¿uomo, con conseguenti effetti benefici sul peso corporeo e sull¿assetto metabolico. L¿obiettivo del nostro studio è la valutazione degli effetti potenzialmente epatoprotettivi del consumo degli esteri dei chetoni in modelli murini sottoposti a dieta epatotossica ad alto contenuto di grassi. Qualora la nostra ipotesi venisse validata, confermerebbe il ruolo protettivo dei corpi chetonici sulla NAFLD, e suggerirebbe una possibile applicazione degli esteri dei chetoni per il trattamento della NAFLD nell¿uomo, che potrebbe affiancare o talvolta sostituire l¿utilizzo delle diete chetogeniche in specifici sottogruppi di pazienti con minore compliance a trattamenti nutrizionali estremamente ipocalorici come le VLCKDs.