RICONOSCERE L' IM/MATERIALE PER RACCONTARE L' ARCHEOLOGIA. Indagine e mappatura meta-progettuale sul Parco Archeologico di Centocelle
| Componente | Categoria |
|---|---|
| Pisana Posocco | Tutor di riferimento |
Il territorio italiano presenta una grande quantità di tracce storiche stratificate e dal valore eterogeneo. Nel caso delle grandi città, il patrimonio archeologico periferico è spesso racchiuso da paesaggi variegati e convive con usi contemporanei non specificamente museali. Tale coabitazione racchiude una grande potenzialità per la rigenerazione architettonica ed economica delle aree non centrali, a partire dall'assunto che la stratificazione di epoche e funzioni sia un fattore di arricchimento dell'esperienza dello spazio urbano. Pertanto, la trasformazione virtuosa di porzioni di territorio legate al patrimonio archeologico è possibile solo come processo di comprensione della globalità di patrimoni che compongono questi frammenti di città.
La ricerca intende indagare le modalità con le quali è possibile mappare, ovvero riconoscere, catalogare e raccontare, non solo le tracce materiali che insistono su un territorio ma anche l'insieme di patrimoni `immateriali' che lo compongono. A tale scopo, si ritiene che la modalità di indagine più efficace sia sperimentale e pertanto si propone l'analisi del caso del Parco Archeologico di Centocelle, particolarmente adatto per localizzazione, qualità e quantità delle preesistenze storico-archeologiche, eterogeneità di altri patrimoni e riconoscimento istituzionale.
Esito della ricerca sarà la redazione di un elaborato meta-progettuale, con l'obiettivo di definire un metodo di mappatura e rappresentazione eventualmente implementabile e ripetibile. Il fine è riuscire a includere già nelle prime fasi di progetto - raccolta dati, analisi e definizione d'indirizzo progettuale - gli aspetti immateriali, in modo da rivalutarli come patrimonio da tutelare e del quale indirizzare la valorizzazione.