Invasioni ittiche in acque interne: sinergia tra trofismo, semplificazione dell'habitat e sovrasfruttamento per il successo di tre invasori nelle reti trofiche del lago di Bracciano
| Componente | Categoria |
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| Maria Letizia Costantini | Tutor di riferimento |
L'invasione da parte di specie alloctone è una delle principali cause di perdita di biodiversità con gravi conseguenze sia ecologie che economiche sugli ecosistemi in cui essa si verifica. Le specie aliene, una volta invaso un ecosistema, possono alterarne la struttura e la funzionalità, sia direttamente attraverso link trofici e conseguenti fenomeni di competizione, sia indirettamente attraverso effetti a cascata lungo le catene trofiche, specialmente in ambienti semplificati per opera umana. I fattori ecologici che regolano l'invasione di ecosistemi da parte di specie aliene possono essere estremamente complessi e di difficile comprensione. Le interazioni trofiche tra le specie invasive e quelle native e la semplificazione dell'habitat sono probabilmente fattori chiave per comprendere i meccanismi alla base del successo delle specie aliene. L'ipotesi di lavoro del presente progetto di ricerca è stabilire se le interazioni trofiche in aree diversamente semplificate di uno stesso ecosistema lacustre siano cruciali per il successo dell'invasione.
Scopi specifici della ricerca sono: i) descrivere le posizioni trofiche delle tre maggiori specie ittiche invasive Micropterus salmoides, Lepomis gibbosus e Pseudorasbora parva in aree diversamente semplificate dall'uomo nel lago di Bracciano; ii) valutare la pressione predatoria, in particolare quella di M. salmoides, sull'ittiofauna autoctona del lago di Bracciano; iii) ricostruire le reti trofiche per identificare i differenti input di energia che supportano le reti trofiche nelle diverse aree di studio e valutare la robustezza delle reti del lago contro estinzioni secondarie. L'approccio metodologico sarà basato sull'analisi degli isotopi stabili di C e N, complementato dall'analisi dei contenuti stomacali.