Te lo leggo negli occhi: Indagini sulle strategie di esplorazione del testo attraverso la tecnica del tracciamento oculare (Eye Tracking).

Anno
2017
Proponente -
Struttura
Sottosettore ERC del proponente del progetto
Componenti gruppo di ricerca
Componente Categoria
Flavia Pompeo Componenti il gruppo di ricerca
Giovanni Paoloni Componenti il gruppo di ricerca
Giovanni Luciani Componenti il gruppo di ricerca
Stefano Pietro Luigi Asperti Componenti il gruppo di ricerca
Oreste Floquet Componenti il gruppo di ricerca
Maria Carmela Benvenuto Componenti il gruppo di ricerca
Grazia Portoghesi Tuzi Componenti il gruppo di ricerca
Paolo Gaspare Bottoni Componenti il gruppo di ricerca
Giovanni Giuriati Componenti il gruppo di ricerca
Maria De Marsico Componenti il gruppo di ricerca
Paola Cantoni Componenti il gruppo di ricerca
Abstract

Un tracciatore oculare è uno strumento in grado di registrare i movimenti, la dilatazione, la contrazione delle pupille e di analizzare, qualitativamente e quantitativamente, l'effettivo percorso effettuato dall'occhio durante la visione di uno stimolo, la durata delle sue fissazioni e la lunghezza delle sàccadi, ovvero dei salti tra una fissazione e l'altra.
Il tracciatore oculare viene da diversi anni impiegato nella ricerca scientifica sul sistema visivo, in studi di stampo psicolinguistico, nell'ambito delle neuroscienze e per scopi clinici con l'obiettivo di capire come funzionano i meccanismi della visione umana nell'esplorazione di una scena.
Gli studi presenti in letteratura sull'argomento si concentrano però quasi esclusivamente sull'aspetto cognitivo, senza riconoscere, né descrivere adeguatamente gli stimoli linguistici proposti e senza provare a creare un nesso tra il pensiero e il linguaggio.
Quella dell'eye tracking è infatti tra le tecniche più efficaci e meno invasive per "aprire una finestra" sulla mente e sulle complesse strategie messe in atto dal lettore nell'interazione con un testo in tutte le sue forme, sia esso lineare o non lineare.
Nella ricerca che qui proponiamo Il testo sarà invece proprio il cuore dell'indagine: i movimenti oculari, spia dei processi mentali in corso, saranno di volta in volta da interpretare e, alla luce di questi dati, si faranno inferenze sulla efficacia del messaggio, sulle strutture della lingua, sulla testualità.
Molteplici sono le applicazioni di questo genere di indagini nell'ambito delle scienze umane, in linguistica cognitiva e in linguistica applicata. Ad esempio nella creazione di strumenti di consultazione quali dizionari, grammatiche, archivi, data base, mappe o nella elaborazione di materiali didattici tradizionali o e-learning destinati a apprendenti non nativi, utenti con disturbi del linguaggio o disabilità quali l'autismo, la sordità le afasie.

ERC
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