Per una comunanza tra progetto e nature. Pensare come una montagna
L’Occidente europeo ha sviluppato un’estetica del rapporto con la natura che ha condotto a una ricerca orientata soprattutto verso aspetti formali e linguistici, separando il progetto dall’ambiente profondo in cui è immerso. Tale distacco, dal Rinascimento in poi, pesa ancora su una consistente, anche se non totale, produzione dell’architettura del paesaggio in Europa, impegnata prevalentemente nella ricerca di una spazializzazione della storia. Pesa nella cultura europea del paesaggio il fatto che esso è stato pensato in relazione alla pittura sancendo così l’esteriorità dell’osservatore, evidente portato del potentissimo rapporto soggetto-oggetto. Ma il paesaggio è qualcosa di più che lo sfondo delle azioni umane, cessa di essere l’oggetto della contemplazione, diventa condi- zione della stessa vita (Venturi Ferriolo, 2019). Ecco perché al paesaggio possono essere riconosciute qualità immersive che conducono fuori dal moderno conflitto tra natura e cultura. L’emergenza ambientale e i cambiamenti climatici indicano nuovi temi. Negli ultimi anni il progetto di paesaggio si è rivelato più efficace degli strumenti tradizionali nella trasformazione e nella gestione delle contraddizioni emergenti nell’habitat urbano e nel territorio. L’interesse per la natura nella forma del selvatico registra oggi una certa fortuna critica tra il pubblico e non solo tra i cultori della vegeta- zione che in questa fattispecie vi scorgono il miraggio di una natura autentica. Il tema del selvatico stimola fermenti critici per una ricerca strutturante ed espressiva del progetto di paesaggio al tempo dell’antropocene. Il selvatico nella modernità è stato veicolato dal mito della natura selvaggia, ovvero la ricerca di un’altra dimensione, alternativa a quella della città. Oggi il selvatico può assumere il ruolo di dispositivo nel progetto, occupando una ‘terra di mezzo’, luogo non più estremo e collocato altrove ma ‘intermedio’, ‘tra’, un campo dove il progetto può attivare un intreccio di tipo nuovo tra valori espressivi e conoscenze scientifiche.