Incontrarsi nel porto. Il santuario di Pyrgi tra Etruschi, Greci e Fenici

04 Pubblicazione in atti di convegno
Michetti Laura Maria

La duplice connotazione di Pyrgi quale porto (militare e commerciale) e santuario marittimo di una delle più rilevanti realtà del Mediterraneo fa di questo sito un osservatorio privilegiato per le dinamiche di contatto culturale che caratterizzano in età arcaica le ‘città aperte’ d’Etruria. Molto significativa la scelta del tiranno di Caere Thefarie Velianas di celebrare la propria ascesa al potere fondando un grande santuario non in area urbana ma sul litorale, sottolineandone la forte connotazione internazionale. Se il rapporto con il mondo fenicio-punico nel Santuario monumentale è espresso a livello ufficiale dai testi delle lamine d’oro, la connotazione dei culti in senso greco è ben evidenziata nel santuario meridionale dalla quantità e qualità delle ceramiche attiche offerte, sebbene la documentazione epigrafica che ci è pervenuta attesti una frequentazione in larga misura etrusca. Una realtà ‘mista’, come è naturale per il porto di una grande potenza mediterranea che intesse rapporti a vasto raggio, dove tracce di una frequentazione anche a scopo rituale da parte di stranieri sono attestate già prima della monumentalizzazione del santuario.

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