Vuoti a “non perdere”. II riuso delle cavità ex-estrattive: necessità, convenienze, valori

02 Pubblicazione su volume
Dell'Aira Paola Veronica

Il Saggio illustra gli scenari di estrema varietà, di adattività ed elevata suscettività di cambiamento/ trasformabilità (dimensionale, morfologico-spaziale, di ruolo e significato) offerti, dai paesaggi ex-estrattivi, al progetto contemporaneo. Ogni cavità rappresenta infatti, nel suo assetto finale, un mondo a sé. Il quadro dei siti di possibile intervento mostra un’articolazione estremamente vasta, ove grandezze, consistenze, strutture e forme tracciano uno terreno d'intervento tanto affascinante quanto spesso incontornabile e disarmante: una caleidoscopica moltitudine di casi che il testo considera e inquadra, non tanto per leggervi una sconfinata possibilità di invenzione, quanto piuttosto per trarne sprone al cambiamento, tracciandovi congruenti ipotesi di ri-funzionalizzazione, cogliendone la natura geologica e morfologica quale istruttiva condizione per l’intervento. Il testo pone in risalto la questione della "vicenda formativa" che contraddistingue ogni sito, per sostenere, nel progetto di valorizzazione, l'esigenza di massima aderenza, rispetto ed empatia con i luoghi.
Tra i Casi Studio esaminati e addotti a sostegno delle tesi trattate, la remota vicenda del Progetto di Cimitero in luogo di una ex-cava di ghiaia, a Enskede, Stoccolma, 1917 di G. Asplund, l'opera di H. Hollein a Vulcania, in Francia, della fine degli anni novanta, il recente recupero di Casa Cava a Matera

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