Il senso dell’esperienza: Emilio Garroni e l’estetica come filosofia non speciale
1925-2005), filosofo italiano tra i più significativi del secondo dopoguerra. La
sua rilevanza filosofica emerge però da un’attività artistica e culturale molto
complessa e anche eterogenea, il cui denominatore comune, tuttavia, è una
passione costante per il compito, intellettuale ed etico, di capire: capire la
nostra esperienza, come funziona il linguaggio, cosa si prova ad essere un
homo sapiens, cosa significa capire e fare filosofia. La sua riflessione filosofica
ruota intorno a una concezione dell’estetica intesa come “filosofia non
speciale” – cioè come filosofia tout court, incentrata sulle condizioni di senso
dell’esperienza – e non come “filosofia dell’arte”. Al centro del suo pensiero
più maturo c’è un ripensamento dello schematismo kantiano: di qui,
un’ampia riflessione sulla percezione e l’immaginazione, sul rapporto tradeterminato e indeterminato (nell’esperienza e nel linguaggio), sullo statuto
della filosofia e dell’arte.