Riusi dell’immaginario profetico in Petrarca tra i sonetti “babilonesi” e le Sine nomine
Il saggio prende in esame le modalità con le quali Francesco Petrarca, nell’ambito della sua produzione di carattere politico dedicata alla Curia, pur rifiutando l’approccio profetico in senso stretto, si serve di elementi dell’escatologia coeva per rafforzare il suo messaggio e coinvolgere i curiali. Dopo aver discusso il contesto storico-politico in cui furono composti i sonetti “babilonesi” (Rvf 136-138), mettendo in evidenza punti di contatto e differenze nei confronti degli scritti di Giovanni di Rupescissa, si procede ad confronto tra il riuso di elementi profetici da parte di Petrarca e gli elementi messianici e apocalittici della propaganda di Cola di Rienzo, marcando la profonda distanza tra le due strategie comunicative. Il saggio, infine, discute le caratteristiche del discorso petrarchesco sulla povertà, distinto, per impostazione e
mplicazioni, dalla tradizione degli Spirituali.