Un’estetica del necessario e dell’indispensabile: cha-no-yu la cerimonia del tè

02 Pubblicazione su volume
Spita Leone

A disegnare il Giappone nei secoli sono stati soprattutto gli orientalisti che hanno spesso eccitato la fantasia dei non orientali, creando il mito - dunque più potente della realtà- del mistero, dell’intrigo, del rischio, dell’avventura e di irraggiungibili raffinatezze e crudeltà. La narrazione dell’impenetrabilità e della irriproducibile specificità giapponesi ha attraversato obliquamente molti pensieri sul Giappone e sull’Estremo Oriente. La cerimonia del tè è uno di quegli aspetti segreti. L’interesse si concentra su configurazioni spaziali che regolano le interazioni tra soggetti: l’importanza ricade su ciò che viene fatto e sulla posizione in cui questo accade. È una strategia che vuole mettere distanza dal punto di vista, raccontare un’azione lontana, estranea che, in quanto tale, appare con maggiore rilievo.

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