Il Grand Tour del XXI secolo

02 Pubblicazione su volume
Capaldi Donatella, Ilardi Emiliano

Un luogo — un bene culturale — è sempre mediato. Sia che la mediazione acquisti un ruolo prevalente, sia quando essa accompagni collateralmente la fruizione, il luogo o il bene non viene preso in considerazione immediatamente per il suo valore storico–artistico intrinseco, ma piuttosto perché questo è inserito in un plot, in una fiction. Suspense, aspettative, reazioni emozionali già provate nella visione simulata si riversano sul luogo della cultura, e lo caricano di significati, in una esplorazione allargata e sempre in espansione di contesti antropologici, che nella frequentazione degli immaginari collettivi si sovrappone e si lega strettamente alla meta turistica. Il contributo espone i risultati di una ricerca che ha indagato: a) le modalità seguite da enti pubblici, aziende turistiche private, singoli influencer come i tourism blogger, per utilizzare, attraverso la rete (siti internet, blog, social network), i tópoi prodotti dall’industria culturali nel lungo arco di tempo dal Grand Tour ai nostri giorni per comunicare e raccontare territori e beni culturali. b) attraverso l’analisi dei narrati di singoli soggetti in rete (blog, social network), le modalità attraverso le quali i tópoi dell’immaginario collettivo elaborati dall’industria culturale influenzano la percezione e le esperienze di visita del turista. Nelle conversazioni sui social prevale una Italia non solo “contenitore” di storia e bellezze artistiche, ma dell’Italian style: lentezza, piaceri della vita, riattivazione del sensorio. Perdersi nel flusso sensoriale e nel fattore antropico, percepire la vita nella sua “sociodiversità” e nelle sue immediate forme di relazione: questo è il modo prevalente in cui viene riletto attualmente il Grand Tour, nelle sue tappe obbligate come Roma, Venezia e Firenze, e nei percorsi che lo prolungano e lo completano. E’ possibile e viene proposta su questa base una ipotesi di rebranding del Grand Tour come asset strategico per l’investimento sul turismo e la comunicazione del nostro paese nel XXI secolo.

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