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I miei interessi di ricerca principali sono legati, direttamente od indirettamente, allo studio della cognizione spaziale e delle sua basi neurali. Inizialmente mi sono oocupato dello studio del controllo oculomotorio durante le fasi di sonno paradosso, le fasi REM. A tal fine ho studiato le alterazioni dei movimenti oculari notturni, REMs, in pazienti cerebrolesi destri affetti da eminegligenza unilaterale sinistra, mettendo in luce la soppressione dei REMs diretti a sinistra in questi pazienti. In seguito ho dimostrato che i REMs non sono fenomeni omogenei e che, come nello stato di veglia, esistono diversi tipi di REMs, es. saccadici, nistagmiformi. Inoltre ho dimostrato che una lesione cerebrale localizzata puo' disturbare un solo tipo di REMs lasciando inalterati gli altri tipi. In seguito mi sono dedicato allo studio della sindrome della eminegligenza. Da un punto di vista funzionale, ho messo in luce come tale sindrome sia significativamente influenzata dalla presenza di deficit sensoriali primari, as esempio deficit di campo visivo. Inoltre ho dimostrato che, in tali pazienti, la compromissione della rappresentazione spaziale delle quantita' numeriche è funzionalmente ed anatomicamente dissociata dalla compromissione delle funzione piu' squisitamente visuospaziali. Un passo molto importante e' stato inoltre dimostrare, per la prima volta, che il correlato neurale principale della eminegligenza e' la disconnessione delle fibre di sostanza bianca parieto-frontali. Tale nostra scoperta e' alla origine della interpretazione disconnessionistica della sindrome di eminegligenza, attualmente condivisa dalla maggio parte degli studiosi. Lo studio dei meccanismi neurali dell' orientamento della attenzione nei soggetti normali tramite fMRI, mi ha permesso inoltre di fornire la prima prova sperimentale dell' ipotesi che l' emisfero destro sia in grado di orientare l' attenzione verso entrambe i lati dello spazio, mentre l' emisferio sinistro solo verso destra. In tempi piu' recenti, mi sono dedicato allo studio del comportamento "predittivo", sia in soggetti normali che in cerebrolesi. Tale linea di ricerca ha fornito una nuova ed omnicomprensiva interpretazione delle funzione della giunzione temporo-parietale (TPJ) e, da un punto di vista piu' squisitamente clinico, nuove evidenze EEG sui deficit di orientamento della attenzione nei pazienti con lesioni ceberali unilaterali.
Per finire, una lunga serie di ricerca in soggetti normali, cerebrolesi ed una serie di studi fMRI, mi ha consentito di dimostare che la rappresentazione spaziale delle quantita' numeriche, la Linea Mentale dei Numeri, non e' inerente alla rappresentazione semantica di tali quantita' ed e' invece determinata dall' uso di codici spaziali di risposta nei compiti di giudizio di grandezza numerica.
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