Roma

Chiese ad aula con raccordi concavi. Giovanni Battista Contini e la genesi di una connessione tardobarocca

Questo articolo si concentra su una chiesa romana, le Stimmate di San Francesco, progettata dall'architetto Giovanni Battista Contini, e, in particolare, sul progetto di Contini per lo spazio interno, che si caratterizza per la presenza di angoli concavi che unificano la navata. L’ampia influenza di questo elemento di design innovativo viene dimostrata esaminando i progetti degli architetti Bernardo Castelli Borromini, Giovanni Antonio De Rossi e Mattia De Rossi.

La cappella di Santa Cecilia in San Carlo ai Catinari a Roma: nuove osservazioni su architettura e musica

The chapel of Santa Cecilia was commissioned to the architect and painter Antonio Gherardi by the Congregation of Musicians in Rome. Various studies have tried to understand the links between architecture and music here interwoven, sometimes propending for synaesthesia and literary recreations. In this essay at first is noticed a change during construction, where a narrow lantern at the top of the vault was dramatically enlarged. This allows to create a balcony, that shows musician angels, visually connected at the upper compartment.

Le trasformazioni urbane di Roma al tempo di Tommaso de' Cavalieri

Il saggio delinea le vicende urbanistiche di Roma nel tempo in cui visse e operò Tommaso de’ Cavalieri (1509-1587), poliedrica figura di artista, sodale di Michelangelo, collezionista ed esperto stimatore, oltre che patrono ed amministratore. In particolare sono ripercorsi i principali interventi realizzati, o talvolta solo progettati, durante i pontificati di Paolo III, Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V e Gregorio XIII.

Sant'Ivo alla Sapienza tra Fede e Ragione. Rilettura critica dell'opera.

Il 7 e 8 giugno, presso la Facoltà di Architettura a Piazza Borghese si è svolto il Forum Declinare Roma organizzato dal Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura di Sapienza Università di Roma. Spunto del Forum è la nota frase di Giulio Carlo Argan sul permanente «decadere» di Roma che tuttavia, se opportunamente osservato attraverso la lente della «romanità», si stempera mostrando un ben più interessante carattere «resiliente» alla base del continuo e spesso invisibile processo di rigenerazione che da sempre tende a riequilibrare il decadere di Roma.

Il reimpiego a Roma nell’alto medioevo. Osservazioni dal complesso di San Paolo fuori le Mura

Il recupero archeologico di un articolato complesso sviluppatosi prevalentemente tra l'VIII e il X secolo nell'area a sud della basilica di San Paolo fuori le mura ha offerto l'occasione per un riesame sulle pratiche del reimpiego nelle costruzioni di Roma nell'altomedioevo. Alcune strutture coprono una cronologia ravvicinata nell'arco dei decenni dell'VIII secolo e la loro comparazione fa intuire alcune modifiche nell'organizzazione delle pratiche di riciclo dei materiali, dalla spoliazione dei monumenti antichi alla rimessa in circolazione e in opera.

Riflessioni sulle lacune e i vuoti urbani di Roma negli “anni della ricostruzione”

La congiuntura culturale del secondo dopoguerra nei confronti dei problemi sollevati dalla necessaria ricostruzione degli edifici danneggiati dai bombardamenti coinvolse, come Giorgio Muratore ricorda in Gli anni della Ricostruzione (1974, «Controspazio»), anche la ricerca di un superamento del linguaggio architettonico razionalista davanti a due problemi: da una parte i danni di guerra e dall’altra l’espansione rapida della città contemporanea.

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