Piscina Pubblica Romanina
Il contributo, con testo critico, presenta il Progetto del centro Sportivo in località Romanina a Roma
Il contributo, con testo critico, presenta il Progetto del centro Sportivo in località Romanina a Roma
L'intervista propone una serie di considerazioni sulle opere realizzate con particolare riferimento al Centro Sportivo in località Romanina a Roma
La città dunque lascia vuoti e l’habitat si compone di materiali e flussi eterogenei sempre più privi di relazioni e di scambi riconoscibili. Edilizia, infrastrutture, tracce di un’urbanizzazione aliena la cui brutale semplificazione - case, asfalto, terra - lasciano emergere la presenza di uno strato preesistente che ci appare devitalizzato, afono e silente.
Nei comportamenti sociali ed individuali, nella divulgazione mediatica, nei discorsi sulla crisi della città e dell’habitat contemporaneo il ricorso alla natura, alla naturalità e la “verdolatria” sembrano essere una costante rassicurante quanto omologante.
Il ricorso all’ecologia da parte della pianificazione urbanistica e persino della progettazione architettonica sembra essere ormai la via per tentare la comprensione di fenomeni che una strumentazione tradizionale fatica a decifrare.
Il paesaggio rappresenta un vero e proprio sistema cognitivo, la cui dimensione concettuale travalica e trascende le tecniche e la progettazione dei sistemi ecologici, vegetali, del suolo per ambire ad organizzare o meglio strutturare la città e il territorio, agendo sia fisicamente nella conformazione e nella trasformazione dei luoghi che nei processi immateriali di tipo sociale ed economico.
Il tema dell’interferenza è motivo ricorrente all’interno delle conformazioni diffuse della città contemporanea. L’incontro/scontro tra sistema urbano in espansione e tessuto agricolo pre-esistente ha generato territori indecisi, dal carattere ibrido e di difficile definizione.
In queste condizioni, gli spazi aperti abbandonati/sottoutilizzati/residuali rappresentano un sistema potenzialmente reattivo il cui valore risiede nella condizione di disponibilità al cambiamento che lo rende vera e propria risorsa riciclabile per un paesaggio urbano-rurale in trasformazione.
In Europa il tema delle “green infrastructures” ha assunto una certa rilevanza a partire dai documenti della Commissione Europea che le hanno indicate quale obiettivo primario per la protezione, la conservazione e il rafforzamento della biodiversità in Europa e creare così le condizioni per il conseguimento degli obiettivi di Europa 2020.
Il parco dell'Appia pensato come un bene integrato alla città attraverso una impostazione multifunzionale dove si realizza un connubio strategico tra archeologia natura e architettura. Il libro sottolinea l'importanza del progetto del patrimonio. Non c'è conservazione senza trasformazione.
In Italia, parte del patrimonio architettonico, artistico, archeologico è spesso in disuso o in stato di abbandono. La maggior parte di questi beni meriterebbe di essere conosciuta, conservata e valorizzata al meglio. Il rilievo del patrimonio architettonico esistente contiene parte delle risposte che possono far comprendere quali possano essere le possibili trasformazioni ed ha un forte valore di analisi e di sintesi progettuale da ripercorrere, rivalutare, riusare ai fini del progetto, sia esso contemporaneo o di conservazione e/o restauro.
Quando gli edifici sono abbandonati, il processo di distruzione è spesso incompleto. I cittadini, gli architetti e i politici si trovano di fronte a due possibilità: demolizione e nuova costruzione, oppure considerare un rinnovamento. Un aspetto specifico della conservazione degli edifici antichi è la loro riabilitazione attraverso un intervento sostenibile di riuso, che consideri il nuovo progetto parte del processo di vita dell'edificio stesso.
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