Caratteri e sviluppo delle ville nel suburbio di Roma, tra il Tevere e la via Appia
Si propone una lettura per fasi del cd. "paesaggio della villa" nel Suburbio meridionale di Roma, compreso tra la via Appia e il Tevere.
Si propone una lettura per fasi del cd. "paesaggio della villa" nel Suburbio meridionale di Roma, compreso tra la via Appia e il Tevere.
Analisi stratigrafica e ricostruzione architettonica di un edificio di tipo commerciale costruito lungo la Via Sacra in età augustea.
studio multidisciplinare di Ostia Antica
Il contributo riassume alcuni risultati scaturiti dalla ricerca riguardante il maggiore santuario egizio a Roma, dedicato a Iside e Serapide e collocato nel Campo Marzio centrale. La lettura contestuale di documenti grafici rinascimentali e di resti segnalati nell’area, ha consentito di aggiungere un tassello importante alla ricostruzione del contesto che segnò profondamente la storia religiosa e urbana della città.
la valorización del patrimonio cultural edificado, un parámetro cada vez más importante es la comprensión de las estructuras arqueologicas por el gran público.
The paper deals with the changes the historic center of Rome underwent throughout centuries, comparing the actions in different historical periods: Roman age, Renaissance, modern and contemporary age. In the life of the city, following the spontaneous and natural line of consuming its planning (Caniggia), a wide space was given to the demolition interventions, aimed mostly at residential areas. Different purposes were at the origin of these urban planning actions, but the diversity is not due to chronological factors.
Il contributo esamina i centoni virgiliani composti dal poeta mantovano Lelio Capilupi (1497 -1560). Esso si inserisce nel fertile campo dei recenti studi di Economics of Poetry. Capilupi riattiva la pratica del centone silente da mille anni rilanciandola alla poesia futura. Il lavoro presenta il corpus dei centoni capilupiani indagando temi poetici e tecniche compositive.
Dopo un excursus sulle testimonianze cronachistiche e letterarie relative all'inondazione del Tevere dell'8 ottobre 1530, si pubblicano -con traduzione e commento- due carmi latini composti per l'occasione dal poeta mantovano Lelio Capilupi. Il primo carme, dedicato a Clemente VII, celebra la forza di Roma che saprà sollevarsi anche da questo flagello. Il secondo carme è un dialogo tra Venere e Nettuno in cui la dea lamenta i danni inflitti a Roma e il dio rinvia la responsabilità a Giunone. Si individuano fonti classiche e intertestualità con la coeva poesia umanistica
Pubblicazione di due testi incisi sull'ossario di uno schiavo, con andamento metrico e invito a bere e divertirsi finché si vive; centone di luoghi comuni.
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