Predislovie
Traduzione della premessa al volume di studi sulla città di Roma
Traduzione della premessa al volume di studi sulla città di Roma
Gli studi sui rapporti tra Roma e Russia ai tempi di Mussolini
La storica e consolidata vocazione internazionale di Roma ha radici profonde nel sistema di accoglienza e nel ruolo di cura che la città ha sempre saputo, rispettivamente, offrire e svolgere, anche nei confronti della popolazione straniera e non stabilmente residente.
Il sorgere di insediamenti effimeri di immigrati (“regolari” e non “regolari”), la loro parcellizzazione e dispersione nella periferia romana e/o nei quartieri limitrofi alle aree più centrali della città (con il ritorno della “baracca” o il proliferare della tenda come soluzione abitativa), sono il risultato della retorica di un Paese e di una città meno accogliente e meno solidale, dell’applicazione e messa in campo di una serie di provvedimenti (Decreto sicurezza) e comportamenti (sgomberi) che sta fortemente condizionando le già precarie e disagiate condizioni abitative di residenti str
Città accogliente e inclusiva: molte, e consolidate nel corso del tempo, sono le motivazioni che a buona ragione possono testimoniare come e quanto Roma possa considerarsi tale. Ma è tutto da verificare quanto la sua vocazione storica, comunemente riconosciuta, si concili con l’attuale situazione e le prospettive di sviluppo nell’ambito di una metropoli complessa che si trova ad affrontare difficoltà di grande impatto nel campo sociale, culturale, economico, con situazioni di gravissimo disagio soprattutto – anche se non solo – nelle sue aree marginali.
A partire dallo spoglio dei documenti del Fondo Guido Salvini, conservato negli Archivi del Museo Biblioteca dell'Attore di Genova, l'articolo ricostruisce l'attività di Guido Salvini a Roma nel secondo dopoguerra inserendola all'interno del dibattito nazionale sulla formazione di teatri stabili
Il lavoro prende in esame l'attività parallela di copisti cancelleria e di scrittori e decoratori di libri miniati di dievrsi miniatori, calligrafi e copisti a Roma nell'epoca dello Scisma.
Testo dedicato a un Messale eseguito a Roma all'epoca di Bonifacio IX, destinato al patriarca di Aquileia Antonio Pancera
Il saggio è dedicato alla produzione di codici miniati a Roma durante lo Scisma, con un focus particolare sulla committenza. Vengono presentati per la prima volta anche alcuni codici contenenti classici, forse commissionati da laici, che arricchiscono il panorama della committenza ecclesiastica, legata ai papi, ai cardinali e ai grandi prelati presenti nella curia romana a cavallo tra fine Trecento e primo Quattrocento.
Il testo analizza l'uso del copricapo papale noto come triregno come emblema dei pontefici nei codici miniati per i papi di Roma e di Avignone durante il Grande Scisma d'Occidente. L'esame degli esemplari superstiti permette di riconsiderare la diffusione dell'iconografia nota come Dieu en Pape ad Avignone all'inizio del XV secolo.
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