archeologia
Il rito di espiazione sudarabico antico. Uno sguardo ai nuovi dati da Barāqish (Yemen)
Sintesi dei recenti ritrovamenti epigrafici provenienti dal sito mineo di Yathill, odierna Baraqish (Yemen). Si analizza la situazione archeologica dell'area sacra scavata all'interno della città. Ci si concentra poi su un particolare gruppo di testi epigrafici, che sono stati rinvenuti in numero cospicuo proprio durante questi scavi, e che sono pertinente al cosiddetto rito d'espiazione o di confessione dei peccati.
11C. Horreum I (12 a.C. - 64 d.C.). 11C.1. Sequenza stratigrafica. 11C.3. Ricostruzione
Analisi stratigrafica e ricostruzione architettonica di un edificio di tipo commerciale costruito lungo la Via Sacra in età augustea.
Base arcaistica con sfilata di divinità
Base marmorea circolare, con raffigurazione di processione di Apollo, Artemide ed Hermes che sfilano verso un'altarino al centro. L'opera, per ragioni stilistiche, si data a età traianea e si può inserire nella produzione di stile arcaistico dell'epoca.
Altare con offerenti
Altare circolare con raffigurazione sui lati di personaggi a gruppi di tre in movimento verso l'altare centrale, ormai in fiamme. L'opera si data a età claudia per motivi stilistici.
Testa ideale giovanile (Dioscuro?)
Testa ideale giovanile, sulla cui sommità ora scabra doveva essere in origine in pileo. È molto probabile dunque che fosse rappresentato un Dioscuro. L'opera per i caratteri stilistici si data alla prima età severiana
Uno sguardo oltre la parete della modernità: forme del classico, archeologia e arte contemporanea
Con la cd. arte povera gli artisti saccheggiano con determinazione l’anima più profonda dei resti e dei termini di quello che l’antichità ha tramandato: rilievi, occhi sottratti al corpo, mani, colonne spezzate, icone di bellezza. Giulio Paolini ad esempio si fa archeologo quando porta alla superficie immagini remote ricollocandole nella cornice di una rappresentazione fatta di rimandi e di interpretazioni ricche di riferimenti al passato. Da questo passato l’artista recupera le forme che un tempo esprimevano armonia e proporzione, disponendole nello spazio in forma frammentaria.
Transmedia paradigma. More than meets the eye
Pensare al transmedia come a un paradigma vuol dire comprenderne la valenza strutturale di unitas multiplex derivante dall’interazione e dall’interrelazione tra un elevato numero di variabili, di elementi, di aspetti che tuttavia presentano caratteristi- che di coerenza e continuità.
Il Centro visitatori del Parco Archeologico del Colosseo. Il progetto architettonico contemporaneo come depositario della città sedimentata
Non può essere assunta come valida una risposta musealizzante preoccupata di una conservazione meramente difensiva del patrimonio, tanto più se questo è parte di un contesto urbano, soprattutto in un ambito in cui non solo scavi e ricerche continuano ad aggiornare il quadro delle conoscenze, ma anche continue importanti trasformazioni urbane non smettono di cambiare il quadro di riferimento generale.
Presentazione
Per statuto culturale l’archeologia è condannata alla separatezza. Il riconoscimento del bene in quanto tale, in ciascun momento della storia ne ri-determina il valore ponendolo automaticamente in uno spazio altro ad esso dedicato. D’altra parte il culto delle antichità non poteva evolvere in altra direzione.