città

Sottotraccia. Note per una genealogia degli studi urbani critici

Che cos’è una città? Questa la domanda che Lewis Mumford si poneva nel 1937 di fronte a una platea di urban planners (LeGates e Stout 2011: 91- 95) e che, a più di ottant’anni di distanza, continua a impegnare studiose e studiosi di tutto il mondo, rimanendo perlopiù insoluta.
Tuttavia, molto è mutato dall’epoca di Mumford, sia dal punto di vista sociale, economico e politico, sia dal punto di vista della
produzione del sapere.

Coloriture architettoniche. Questioni aperte

VIl contributo intende richiamare l’attenzione sulla questione delle coloriture dell’edilizia storica. Attraverso l’illustrazione di alcuni significativi esempi si vogliono stimolare alcune riflessioni in proposito, per riportare l’attenzione sulle problematiche legate alle cromie urbane; questione questa spesso legata a ‘malintese’ valorizzazioni ormai condizionate da un dilagante livellamento culturale e operativo.

Architetture per lo spettacolo e città tra Ottocento e Novecento. Proposte per una nuova identità urbana

L’articolo s’inserisce nel filone d’indagine sulle architetture dei teatri e dei luoghi dello svago, per approfondirne trasformazioni e sviluppi tra Ottocento e Novecento. Negli anni di passaggio tra i due secoli la vita teatrale, caratterizzata da grande vivacità intellettuale, determina profondi mutamenti sono solo nell’impostazione architettonica e costruttiva di tali strutture, ma anche nella riorganizzazione della città e nella pianificazione delle aree di espansione.

Città, verde, monumenti. I rapporti tra Giacomo Boni e John Ruskin

The paper investigates a theme that, in the first half of the twentieth century, was the subject of an important debate: the relationship between the urban green system and the monuments. An interest, probably, derived from the nineteenth-century English tradition; in fact, major figures of the Italian cultural scene, involved in the study of vegetation and gardens (Giacomo Boni, Maria Pasolini Ponti), established close relations with Anglo-Saxon exponents (W. Morris, Ph. Webb, W. D. Caröe).

Città, monumenti, accessibilità

“È solo dalla fine degli anni Ottanta che la disciplina del restauro ha iniziato ad affrontare il tema dell'accessibilità”, negli edifici e nei contesti storico/archeologici (Introduzione, in Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma 2008, p. 1).

“Ruderi” di architetture nello spazio-temporalità del presente. Rapporti di reciprocità fra permanenza e mutazione

E’ ovvio che il collegamento tra passato e presente si definisca e si risolva entro lo spazio della città attuale dove le ‘evidenze’ del passato vengono intese non più come reperti da isolare, ma come occasione-pretesto per una rilettura e riconfigurazione dell’intero sito di cui tali testimonianze sono parti integranti.

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