paesaggio

Per una comunanza tra progetto e nature. Pensare come una montagna

L’Occidente europeo ha sviluppato un’estetica del rapporto con la natura che ha condotto a una ricerca orientata soprattutto verso aspetti formali e linguistici, separando il progetto dall’ambiente profondo in cui è immerso. Tale distacco, dal Rinascimento in poi, pesa ancora su una consistente, anche se non totale, produzione dell’architettura del paesaggio in Europa, impegnata prevalentemente nella ricerca di una spazializzazione della storia.

Oltre il Giardino, la città è già o(a)ltre(o)

Città e giardino evocano una relazione che ha caratterizzato per secoli le idee dell’occidente sulla natura e la città. La congiunzione “e” richiama una una relazione tra queste due dimensioni che hanno implicato entrambe l'evolvere di idee sul mondo e la vita sulla cui attualità dovremmo interrogarci. Il presente ci propone uno scenario assolutamente inedito e rapido nel quale sono radicalmente mutati il significato e la natura dei termini città e natura. Se ad esempio guardiamo a recenti fenomeni climatici immediatamente balza davanti ai nostri occhi l'evidenza dei mutamenti in corso.

Interferenza, interazione, transfigurazione. Dispositivi del progetto di paesaggio al tempo dell'antropocene

Il paesaggio propone una interpretazione originale del tema dell’estetica nel progetto in virtù della sua speciale attitudine ad interpretare i caratteri dell'habitat contemporaneo alla luce dei radicali mutamenti che lo investono sul piano ambientale, sociale e culturale. Nuovi sguardi sul paesaggio stanno accumulando e stratificando concetti estetici in grado di alterare i tradizionali modi di conoscere, di osservare ed anche modificare la stessa nozione di luoghi..

Il paesaggio che viene

L’attività umana produce effetti in ogni parte del pianeta: crisi ambientale, economica ed iden- titaria sono tra loro interconnesse, anche se la loro dimensione è globale, esse vengono perce- pite e subite a livello locale. L’Antropocene è il periodo nel quale l’umanità acquisisce il potere di modificare i processi naturali della terra in modo simile a quelli di una forza geologica. Filosofi ed antropologi hanno argomentano come questa condizione determini il superamento della tradi- zionale e dualistica concezione occidentale della natura come qualcosa di indipendente.

Cambia il clima, cambia il progetto di paesaggio?

Viviamo in un mondo alterato. Inattesi ed inediti fenomeni metereologici ed ambientali colpiscono duramente le aree urbane ponendole di fronte a questioni nuove e complesse. Osserviamo davanti a noi un’immagine rovesciata. Convinti che tutta la nostra storia consistesse nel lottare contro la sua forza sempre maggiore ed infinita, la natura invece di fronte a noi è finita. Illusi di averne acquisito padronanza e controllo, questa ci possiede e praticamente ci padroneggia... eravamo sul punto di manipolarla e ormai la natura ci manipola a sua volta.

La città e i fori, Per una visione strategica di Roma

L’area archeologica urbana più importante al mondo, così come è stata definita nell’ultimo
documento in ordine di tempo che si interessa dell’area dei Fori (Studio per un Piano strategico per
la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma, Commissione paritetica
MIBACT - Roma Capitale), è al tempo stesso il cuore della città antica e della città moderna.

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